Tra le colline vitate del Monferrato, territorio patrimonio UNESCO, nasce la storia di Matteo Vanotti, giovane imprenditore che ha trasformato un’intuizione maturata nell’azienda agricola di famiglia in una delle realtà più innovative dell’agricoltura digitale italiana.
Dopo gli studi in finanza e un percorso nel mondo dell’analisi dei dati, Matteo ha intuito che gli strumenti utilizzati per interpretare i mercati e supportare le decisioni economiche potevano diventare una risorsa preziosa anche per chi lavora nei campi.
Da questa visione è nata xFarm, una piattaforma digitale pensata per accompagnare gli agricoltori nella gestione quotidiana delle loro aziende attraverso sensori, raccolta dati, intelligenza artificiale e sistemi di supporto alle decisioni.
Il nostro viaggio parte da Valmacca, dove Matteo, insieme ai fratelli, ha trasformato una tradizionale azienda agricola familiare in un laboratorio di innovazione. Qui scopriamo come il digitale possa aiutare chi lavora la terra ad affrontare una gestione sempre più complessa, tra cambiamenti climatici, necessità di ottimizzare le risorse e nuove richieste di sostenibilità e tracciabilità.

Nel corso della puntata incontriamo Vittorio Guazzora, agricoltore del territorio, che ci mostra come la tecnologia sia entrata concretamente nella quotidianità di chi lavora nei campi.
Attraverso la sua esperienza scopriamo cosa significa oggi gestire un’azienda agricola utilizzando strumenti digitali: dal Quaderno di Campagna Digitale, che permette di registrare e organizzare tutte le attività svolte, fino al monitoraggio delle colture e delle condizioni meteorologiche. Per un agricoltore, infatti, il lavoro non si svolge più soltanto tra campi e macchinari, ma anche attraverso una grande quantità di informazioni da raccogliere, interpretare e utilizzare per prendere decisioni più precise.
Con Gabriele Carenini, agricoltore e presidente regionale di CIA Piemonte e Valle d’Aosta, allarghiamo lo sguardo al ruolo dell’innovazione per tutto il comparto agricolo. La digitalizzazione non riguarda soltanto le grandi aziende, ma rappresenta una sfida per l’intero sistema produttivo: gli agricoltori sono chiamati oggi a produrre in modo sempre più efficiente, sostenibile e tracciabile, in un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dall’aumento dei costi di produzione. L’innovazione diventa così una possibilità concreta per rendere le aziende più competitive e prepararle alle trasformazioni che stanno interessando il settore.

Entriamo poi nel cuore tecnologico di xFarm Technologies, nei laboratori e nei campi sperimentali nel Ticino, dove nascono gli strumenti che stanno cambiando il rapporto tra agricoltori e dati.
Con Luca Gamma, responsabile Ricerca e Sviluppo, e Fabian Rumpf, ingegnere elettronico, scopriamo il percorso che porta un’informazione raccolta in campo a diventare un supporto concreto per chi deve prendere decisioni ogni giorno. Sensori di umidità del terreno, stazioni meteo, dispositivi IoT e modelli agronomici permettono di raccogliere informazioni sulle condizioni delle colture e trasformarle in indicazioni operative: quando irrigare, quando intervenire, come ottimizzare l’utilizzo delle risorse. I due esperti raccontano il lavoro dietro queste tecnologie, fatto di ricerca, sperimentazione e collaborazione tra competenze diverse: agronomi, ingegneri, programmatori e specialisti dei dati lavorano insieme per creare strumenti semplici da utilizzare, ma basati su sistemi complessi.

Infine, con Alberto Bonora, ricercatore dell’Università IUAV di Venezia, approfondiamo il legame tra innovazione digitale e obiettivi della Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027. La digitalizzazione rappresenta infatti uno degli strumenti attraverso cui l’agricoltura può diventare più sostenibile e più capace di rispondere alle nuove esigenze ambientali ed economiche. Raccogliere dati sulle lavorazioni, sull’utilizzo dell’acqua, sui trattamenti e sulle risorse impiegate significa non solo migliorare la gestione dell’azienda, ma anche poter dimostrare in modo concreto le pratiche adottate. Bonora spiega come il digitale non sostituisca il ruolo dell’agricoltore, ma renda più leggibili e misurabili le sue scelte, trasformando l’esperienza sul campo in conoscenza condivisa e contribuendo alla costruzione di un’agricoltura più consapevole e resiliente.

A completare il viaggio è il contributo di Alhasan Alkaff, marketing manager di xFarm Technologies, che rappresenta la dimensione internazionale raggiunta da una realtà nata da un’esigenza molto concreta: aiutare gli agricoltori a gestire meglio il proprio lavoro attraverso il digitale.
Arrivato da Londra, Alhasan ha scelto di entrare in xFarm attratto dalla filosofia di un’azienda che unisce tecnologia e agricoltura mettendo al centro le esigenze reali di chi lavora nei campi. La sua storia racconta come l’innovazione agricola italiana abbia ormai superato i confini nazionali, diventando un modello riconosciuto anche a livello internazionale.
Nata nel 2017 dall’esperienza dell’azienda agricola di famiglia di Matteo Vanotti, xFarm Technologies è oggi una tech company presente in oltre 100 Paesi del mondo, che supporta il lavoro di oltre 600.000 aziende agricole, appartenenti a più di 50 filiere, con oltre 14 milioni di ettari digitalizzati. La piattaforma integra dati provenienti da sensori, macchinari, satelliti e sistemi di monitoraggio per aiutare gli agricoltori a prendere decisioni più precise e sostenibili.

Il nostro viaggio si conclude a Valmacca con un brindisi davanti ad alcuni dei prodotti dell’azienda agricola: una bottiglia di vino rosso del territorio e una confezione di riso, simboli concreti di un’agricoltura che unisce tradizione e innovazione.
Su entrambe le confezioni troviamo il risultato del lavoro svolto attraverso gli strumenti digitali di xFarm: grazie ai dati raccolti e organizzati dalla piattaforma, il consumatore può, attraverso un QR code, conoscere la storia del prodotto che sta acquistando, dalle caratteristiche della coltivazione alle pratiche adottate in campo.
È uno degli aspetti più innovativi della digitalizzazione agricola: i dati non servono soltanto all’agricoltore per migliorare le proprie decisioni, ma diventano anche uno strumento di trasparenza e comunicazione verso chi sceglie un prodotto. La tecnologia crea così un nuovo legame tra chi produce e chi consuma, raccontando il percorso che porta un alimento dalla terra alla tavola e valorizzando qualità, sostenibilità e origine delle produzioni.
