Tra Policoro e Scanzano Jonico, nel cuore del Metapontino, si estende uno dei distretti più importanti della fragolicoltura italiana. È qui che nasce la Fragola della Basilicata IGP, eccellenza riconosciuta dall’Unione Europea, simbolo di un territorio che oggi rappresenta uno dei principali poli produttivi del Paese.
Questa puntata accompagna lo spettatore alla scoperta di un settore che unisce tradizione agricola, innovazione varietale e sostenibilità. Dietro ogni fragola, infatti, c’è un lungo lavoro di ricerca: nuove varietà vengono sviluppate per resistere ai cambiamenti climatici, alle malattie e alle esigenze di un mercato sempre più attento alla qualità e alla conservabilità del prodotto.

Il viaggio parte dai campi, dove gli agricoltori raccontano come il clima stia cambiando il loro lavoro e quali strategie adottano per continuare a produrre fragole di eccellenza. Attraverso il racconto di aziende agricole e della cooperativa Apofruit Italia scopriamo il valore della cooperazione, dell’assistenza tecnica e degli strumenti messi a disposizione della filiera per affrontare le nuove sfide del settore.
Entriamo poi nei laboratori e nei campi sperimentali di Nova Siri Genetics, uno dei principali centri europei di miglioramento genetico della fragola.
Qui seguiamo il percorso che porta alla nascita di una nuova varietà: dagli incroci genetici alla selezione in campo, dalla moltiplicazione in vitro alle prove in azienda agricola, fino all’arrivo sul mercato. Un processo che richiede anni di lavoro e che punta a ottenere piante più resilienti, produttive e sostenibili, riducendo anche il ricorso ai fitofarmaci.
Nel corso della puntata conosciamo da vicino alcune delle varietà più rappresentative del territorio, dalla storica Candonga, protagonista della fragolicoltura lucana, alle più recenti Rossetta, Inspire ed Elyson, nate per rispondere alle esigenze di un’agricoltura sempre più orientata all’innovazione.

Il nostro viaggio nella fragolicoltura italiana inizia con Antonio Rubolino, responsabile di Apofruit Italia per il Sud Italia, che ci introduce al valore economico e strategico della coltivazione della fragola in Basilicata. Nel Metapontino, uno dei distretti più importanti del Paese, si concentra infatti una parte significativa della produzione nazionale e prende forma una filiera capace di coniugare qualità, organizzazione e innovazione.
Apofruit Italia, cooperativa con oltre 2.700 soci produttori, coordina la produzione di fragole nelle principali aree vocate del Paese – Basilicata, Romagna e Sicilia – garantendo la presenza del prodotto sui mercati da gennaio a giugno.

Con una produzione media di circa 54.000 quintali all’anno, concentrata per oltre il 90% nel polo di Scanzano Jonico e nella Piana del Metaponto, la Basilicata rappresenta il cuore della filiera fragolicola di Apofruit. La varietà più coltivata è la Sabrosa (Candonga), che costituisce circa il 63% della produzione, affiancata da Rossetta (30%) e da altre cultivar come Marimbella, Melissa e Sabrina.
Dalla cooperativa ci spostiamo poi nelle aziende agricole di alcuni soci conferitori. Federico Natale e Giuseppe Stasi raccontano il lavoro quotidiano nei campi, spiegando perché oggi sia fondamentale coltivare varietà diverse per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, dalle nuove esigenze del mercato e dalla necessità di garantire continuità produttiva e qualità.

Il viaggio prosegue nel centro di ricerca Nova Siri Genetics, dove incontriamo il ricercatore Nicola Tufaro e la responsabile del laboratorio Giovanna Lionetti. Qui scopriamo come nasce una nuova varietà di fragola: dagli incroci genetici alla selezione in campo, dalla moltiplicazione in vitro alle analisi qualitative, fino alle prove nelle aziende agricole. Un percorso che richiede anni di ricerca e che ha l’obiettivo di sviluppare piante sempre più resistenti, produttive e sostenibili.
Tornati nei campi, troviamo anche gli imprenditori Donato Antonio Sabato e Graziano Lascaro, che hanno scelto di coltivare le nuove varietà sviluppate dalla ricerca per differenziare il rischio e allungare i tempi di raccolta. Attraverso la loro esperienza scopriamo quali vantaggi queste nuove cultivar offrono in termini di resistenza agli stress climatici, qualità del frutto, conservabilità e apprezzamento da parte dei consumatori, dimostrando come il futuro della fragolicoltura italiana nasca dall’incontro tra tradizione, ricerca scientifica e innovazione.

