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Video integrale della puntata

Tra le colline di Montefalco, nel cuore dell’Umbria, dove nasce il Sagrantino, la viticoltura sta vivendo una profonda trasformazione. In questo territorio, conosciuto come la “Ringhiera dell’Umbria”, tradizione, ricerca scientifica e innovazione tecnologica lavorano insieme per affrontare le grandi sfide del cambiamento climatico e della sostenibilità.

La puntata ci accompagna nella tenuta Arnaldo Caprai, azienda che ha contribuito a rendere il Sagrantino uno dei grandi vini italiani nel mondo e che oggi continua a investire nella ricerca per migliorare la qualità delle produzioni e ridurre l’impatto ambientale.

Oggi, alla guida della cantina, c’è Marco Caprai, figlio di Arnaldo, che racconta quanto il padre abbia contribuito a rilanciare il Sagrantino di Montefalco, trasformando un vitigno autoctono in una delle eccellenze del vino italiano riconosciute a livello internazionale. Marco racconta come ricerca, sperimentazione e innovazione abbiano accompagnato questa crescita e spiega perché oggi investire in tecnologia sia fondamentale per affrontare le nuove sfide della viticoltura, dal cambiamento climatico alla sostenibilità ambientale.

Grazie a sensori in vigneto, centraline meteo, immagini satellitari, modelli previsionali e sistemi di supporto alle decisioni basati sull’intelligenza artificiale, è possibile monitorare costantemente lo stato delle piante, prevedere lo stress idrico e programmare gli interventi irrigui con grande precisione. Un approccio che consente di utilizzare l’acqua solo quando serve, accompagnando la maturazione delle uve e preservando l’equilibrio tra qualità del vino e tutela delle risorse naturali.

Il cambiamento climatico e la crescente scarsità d’acqua stanno modificando il lavoro in vigneto. Marco Ciarletti illustra come l’intelligenza artificiale possa diventare uno strumento di supporto alle decisioni attraverso Ploovium, la piattaforma sviluppata dalla startup Soonapse, capace di elaborare i dati raccolti in campo e prevedere con alcuni giorni di anticipo quando irrigare e quanta acqua distribuire, aiutando i viticoltori a prendere decisioni sempre più consapevoli. La piattaforma integra dati meteorologici, caratteristiche del terreno e modelli previsionali per suggerire quando irrigare e quanta acqua distribuire. Un sistema capace di prevedere lo stress idrico delle colture con diversi giorni di anticipo, migliorando la qualità delle uve e riducendo gli sprechi di acqua.

Il viaggio prosegue con il Vigneto Digitale, il progetto nato dalla collaborazione tra Arnaldo Caprai e ITS Umbria Academy, un laboratorio a cielo aperto dove gli studenti sperimentano le tecnologie più avanzate dell’Agricoltura 4.0. Tra simulatori di guida, mappe di prescrizione, monitoraggio fitosanitario digitale e robotica collaborativa, la formazione diventa esperienza diretta sul campo, preparando i professionisti della viticoltura del futuro.

La puntata mostra come la tecnologia non sostituisca il sapere agronomico, ma lo renda ancora più efficace. Accanto ai dati e agli algoritmi rimangono fondamentali l’osservazione del vigneto, la potatura manuale, la conoscenza della pianta e l’esperienza di chi ogni giorno lavora tra i filari.

Nel Vigneto Digitale il docente Michele Bravi guida gli studenti nelle attività di monitoraggio fitosanitario, mostrando come l’osservazione diretta della vite si integri con modelli previsionali e strumenti digitali per prevenire l’insorgenza delle malattie e intervenire solo quando necessario.

La sua testimonianza evidenzia come la tecnologia non sostituisca l’esperienza dell’agronomo, ma la rafforzi, affiancando al sapere tradizionale nuovi strumenti di analisi. Bravi racconta inoltre l’importanza della potatura tecnica, della gestione agronomica della pianta e dell’impiego di robot e mezzi intelligenti che supportano il lavoro quotidiano in vigneto.

Attraverso il simulatore di guida e le esercitazioni pratiche, il docente Luigi Villani Delle Vergini mostra come gli studenti imparino a utilizzare le tecnologie dell’Agricoltura 4.0.

Dalle mappe di prescrizione al rateo variabile, fino ai sistemi di guida automatica e al protocollo ISOBUS, spiega come sia possibile distribuire i prodotti solo dove necessario, riducendo consumi, costi e impatto ambientale, senza rinunciare alla precisione degli interventi.

Il nostro viaggio si conclude con tutti i protagonisti riuniti in cantina davanti ad un calice di prestigioso Sagrantino Passito ed emerge un messaggio chiaro: la viticoltura del futuro non rinuncia alla tradizione, ma la rende più forte grazie ai dati, alla ricerca, alla formazione e all’innovazione tecnologica. È proprio dall’incontro tra esperienza umana e strumenti digitali che nasce un’agricoltura più sostenibile, resiliente e capace di affrontare le sfide del cambiamento climatico.