Le vigne di Loazzolo sono così difficili ed erte, che proprio qui, ho avvertito parlare la terra attraverso le vigne, al cielo: noi ne beviamo il vino e ci avviciniamo agli dei” . Queste le parole di Luigi Veronelli,  gastronomo e giornalista, che tanto ha contribuito per la valorizzazione e la diffusione del patrimonio enogastronomico italiano, tra cui proprio quello che andiamo a conoscere: Loazzolo.

Si tratta di un paesino della Langa astigiana, in Piemonte, situato a quasi 600 metri sul livello del mare e dove la particolare posizione geografica ha fatto sì che si potesse ottenere una DOC, che è la più piccola d’Italia: quella del Moscato passito Loazzolo vendemmia tardiva. A questo riconoscimento, lo stesso Veronelli ha contribuito, andando a scoprire questo territorio particolare in cui le viti danno un nettare davvero speciale.

Tra i pochissimi viticoltori locali che producono questo vino, tra colline ripide e scoscese ricoperte di vigneti, conosciamo Giovanni Scaglione, che da otto generazioni conduce una piccola azienda che produce appunto questo vino cosiddetto da meditazione.

La sua azienda si chiama Forteto della Luja e si estende per 18 ettari di cui 10 coltivati biologicamente a vigneto, mentre il resto sono boschi, prati stabili, frutta di antiche varietà e nocciole. Le attività della piccola azienda vanno dalla coltivazione delle uve moscato e pinot nero alla vinificazione e vendita diretta di vino, alle visite guidate in vigna fino alla gestione dell’Oasi naturalistica affiliata al WWF in cui l’azienda è situata.

Chi è Giovanni Scaglione? Ecco qui sotto la sua presentazione nel breve video:

Una seconda particolarità della storia di Giovanni è legata alla maniera totalmente naturale in cui conduce la sua azienda: per le tante varierà di orchidee e farfalle che si trovano nei terreni aziendali e tutto attorno, Forteto della Luja ha ottenuto un importante riconoscimento dal WWF, ovvero si tratta di un’area naturale che presenta un habitat di particolare interesse floristico e faunistico e quindi che merita un particolare riconoscimento e una attenta gestione per la salvaguardia della sua biodiversità.

Guarda la puntata integrale con la storia di Giovanni Scaglione dall’oasi WWF Forteto della Luja:

Il vino è una bevanda alcolica che ha un suo ruolo preciso all’interno della Dieta Mediterranea: grazie alle sue proprietà nutritive è un ingrediente per mantenersi in buona salute e una sana fonte di antiossidanti. Però non va assunto in quantità eccessive (max 2 bicchieri al giorno). Si segnala che previene l’obesità: in particolare gli antiossidanti contenuti nel vino rosso sono in grado di attivare le funzioni di un gene che impedisce la formazione di nuove cellule di grasso. Migliora inoltre  le funzioni cognitive: il  resveratrolo e altri composti antiossidanti del vino rosso fanno bene al cervello; inoltre il suo assorbimento equilibra i processi infiammatori dell’organismo e riduce il rischio di indurimento arterioso.

Delle caratteristiche del vino ce ne parla in un breve video Francesca Rita Cerami – esperta dell’Istituto per la Promozione e la Valorizzazione della Dieta del Mediterraneo e concludiamo con la ricetta delle Gelatine al Moscato Loazzolo DOC e limone preparate dall’Istituto professionale per i servizi dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera Malatesta di Rimini.

Temi chiave della puntata

Territorio ricchissimo di biodiversità, su queste colline ci sono molti boschi e vigneti anche se difficili da coltivare vista la ripidità del territorio. Record in Italia della più piccola DOC del Loazzolo. Viene coltivato principalmente Moscato.

Problematiche affrontate

Agricoltura sostenibile. Inclinazione del terreno, per questo è importante l’erba per combattere l’erosione del terreno, infatti viene tagliata una volta l’anno.

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