Dibattito presso gli studi televisivi di Icaro TV con Francesca Magnoni, in collaborazione con Confagricoltura Donna, Università IUAV di Venezia, in collegamento con ospiti da Telebelluno.
Ospite negli studi di Icaro TV Giulia Lucertini, professoressa associata di Estimo Agrario, Università IUAV di Venezia, in collegamento con TVL da Pistoia la giornalista Marta Quilici intervista Martina Rusconi Clerici, imprenditrice e Presidente di Confagricoltura Donna Toscana.

L’Italia è uno dei maggiori produttori di olio extravergine d’oliva al mondo, con il maggior numero di cultivar di alberi di ulivo. I nostri ulivi producono oltre 500 varietà di olive, corrispondente a circa il 42% delle cultivar di olive in tutto il mondo, la produzione di olio extravergine d’oliva in Italia è un settore fondamentale per l’economia agricola, culturale e gastronomica del paese.
Sono circa 1,2 milioni gli ettari dedicati all’olivicoltura, distribuiti principalmente nelle regioni del sud, come Puglia, Calabria e Sicilia, ma anche in regioni del centro e del nord, come Toscana e Liguria.

Gli ettari di oliveti sono 1.158.818 (2022), rappresentando una variazione sul 2010 pari a -11,5%. Il 63% si trova al Sud fra Puglia, Calabria e Sicilia, che producono il 74% dell’intera produzione di olio. Il 15% viene prodotto al centro Italia, fra Toscana e Lazio, che arrivano al 9% dell’intera produzione.
Il 55% delle aziende ha meno di 1 ettaro e conduce il 16% dell’intera superfice olivetata, il 1,5% delle imprese ha fra 10-30 ettari, rappresentando il 14%, mentre solo lo 0,3% delle aziende olivicole ha più di 30 ettari ed esprime il 9% della superficie totale.

Nonostante la forte tradizione e la reputazione di qualità, l’olio affronta diverse sfide: eventi climatici estremi, che possono influenzare negativamente le produzioni, concorrenza internazionale: l’aumento della produzione di olio d’oliva in altri paesi (come Spagna e Grecia) rappresenta una competizione per il mercato italiano. Infine, da non sottovalutare, anche il tema della frode e qualità: la lotta contro le frodi nel settore e la promozione della qualità sono essenziali per mantenere la reputazione dell’olio extravergine d’oliva italiano.

La presenza di imprese a conduzione femminile nell’industria dell’olio d’oliva è significativa: all’interno del settore, le imprese a conduzione femminile sono circa il 30% del totale e raggiungono il 41% in Calabria. Questa forte presenza si traduce con la nascita di associazioni al femminile che promuovono sviluppo, valorizzazione e cultura, come Pandolea e Le Donne dell’olio.

Sono sempre più numerose le donne che si occupano di olio in Italia. In tutte le fasi del processo produttivo e in tutti i settori del comparto. Una produzione che richiede passione, professionalità e un grande impegno. E le donne, si sa, hanno una capacità produttiva incredibile, riuscendo a lavorare intensamente per molte ore.
Sono un grande motore di ricerca, sviluppo e innovazione. Molte imprenditrici perseguono la sostenibilità anche recuperando e valorizzando cultivar autoctone, contribuendo alla conservazione della biodiversità e alla resilienza al cambiamento climatico.
