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Dibattito presso gli studi televisivi di Icaro TV con Francesca Magnoni, in collaborazione con Confagricoltura Donna, Università IUAV di Venezia, in collegamento con ospiti da Telebelluno.

Ospite in studio Alberto Bonora, ricercatore dell’UNIVERSITA’ IUAV di Venezia e in collegamento da TeleBelluno, ospite del giornalista Andrea ZuccoNicole Moretti – responsabile qualità Moldoi Società Agricola, Vittoria Dal Ponte – responsabile produzione Moldoi Società Agricola, Chiara Dossi – Presidente Confagricoltura Donna Veneto

Il dibattito ci porta in una regione tradizionalmente rinomata per i suoi vini, il Veneto, ma qui esploriamo coltivazioni diverse, come ad esempio le noci, una coltura che contribuisce alla tutela del paesaggio e della biodiversità.

Affrontiamo temi quali il rischio legato alle monocolture, che, seppur importanti, estese e redditizie, comportano pericoli che vedremo nel dettaglio.

La frutta secca sta attraversando una fase positiva: un tempo associata principalmente alla stagione invernale e alle festività, oggi trova spazio nella dieta quotidiana degli italiani, anche durante i mesi più caldi.

L’aumento dei consumi si registra a livello mondiale, grazie all’apprezzamento delle proprietà salutari delle noci e della frutta secca in generale.

Nonostante questa tendenza positiva, l’Italia importa circa l’80% delle noci consumate. Il noce comune è una specie al confine tra le piante forestali e quelle frutticole, caratterizzata da una duplice attitudine: la produzione di legno pregiato e quella di frutti. Proprio questa doppia vocazione ha rallentato il percorso di specializzazione verso la produzione da frutto.

La produzione di noci in Italia rappresenta un comparto agricolo significativo: lLe principali aree produttrici sono: Emilia-Romagna, in particolare nelle province di Bologna e Modena; Piemonte: noto per la produzione nella provincia di Cuneo; Campania con una coltivazione diffusa nelle zone montane; Toscana in cui alcune aree presentano condizioni climatiche e pedologiche ideali; Lazio.

Sono diversi gli aspetti legati alla coltivazione della noce da evidenziare, come per la tutela della biodiversità, specialmente in quelle aree agricole dove prevalgono le monoculture, contribuendo cioè a creare un paesaggio agricolo più variegato, che può supportare una maggiore varietà di specie. Le noci sono alberi a crescita perenne e, a differenza delle colture annuali tipiche delle monoculture, non richiedono il reimpianto annuale.

Le radici profonde degli alberi di noce aiutano a prevenire l’erosione del suolo, migliorano la struttura del terreno, favorendo altresì la sua fertilità. Ancora, la presenza di alberi di noce contribuisce alla fissazione di carbonio nel suolo, contrastando i cambiamenti climatici, oltre ad offrire un habitat importante per diverse specie animali, inclusi insetti impollinatori, uccelli e piccoli mammiferi.